La rappresentazione grafica è una strategia di apprendimento e studio che si inserisce nel processo di formazione e studio, facilitando la codifica mentale dell'informazione, permettendo di capire meglio un argomento e di elaborarlo in modo approfondito e personale. Le rappresentazioni grafiche sono uno strumento che può facilitare l'esposizione orale e scritta di un argomento.
La ricerca psicologica ha evidenziato che l'efficacia nell'uso di questa strategia di apprendimento e studio non è sempre garantita e la sua buona riuscita dipende da una serie di variabili come l'età degli studenti, il livello di expertise che hanno raggiunto nello studio, la tipologia della disciplina, del materiale a cui si applica e dei compiti scelti per la verifica.
Le rappresentazioni grafiche possono essere proposte per promuovere l'apprendimento autonomo, poiché il studente possiede uno sviluppo cognitivo che gli permetta di gestire in modo autonomo l'apprendimento e la rappresentazione di contenuti. Seppure ci sia una variabilità individuale, il bambino è in grado di rappresentarsi mentalmente un oggetto con le prime forme di simbolizzazione intorno ai due anni.
Dai due ai sei anni, il bambino è in grado di rappresentarsi mentalmente scene complesse, anche se non riesce ancora a manipolarle. Dai sei anni, quando il bambino sa coordinare e raggruppare le informazioni, si sviluppa l'abilità di classificazione, seriazione e numerazione, le immagini e le rappresentazioni acquisiscono maggiore flessibilità.
In questo periodo, l'insegnante può usare proficuamente delle rappresentazioni grafiche (auto costruite, fornite dai testi o reperite in rete) per spiegare un argomento, ponendo tuttavia attenzione al carico cognitivo richiesto. Mentre usa le rappresentazioni, può coinvolgere i bambini in riflessioni metacognitive relative all'efficacia della strategia e in semplici attività di completamento di schemi.
Sarà possibile dagli esempi che gli studenti si formano rappresentazioni più complesse con caratteristiche di reversibilità, capacità di fare inferenze e ragionamenti in base ai grafici. Potrebbe essere questo il momento in cui l'insegnante può iniziare a insegnare a elaborare e a usare autonomamente mappe/schemi. Con un uso guidato, gli studenti potranno apprezzare l'efficacia della strategia e usarla via via in modo consapevole e autonomo nella gestione del loro apprendimento e studio.
Tra i 9-12 anni, le abilità metacognitive, i cui precursori si ritrovano nel gioco simbolico, nella capacità di mettersi nella prospettiva dell'altro e nelle prime forme di mentalizzazione, si consolidano e lo studente è capace di autoriflessioni su come è utile procedere con un certo materiale, in questo caso di studio, sa prevedere i risultati e attuare comportamenti in base agli obiettivi prefissati ponendo le basi per l'autoregolazione strategica.
Il ruolo dell'insegnante/esperto adulto nello stimolare e accrescere la competenza metacognitiva è cruciale e può incidere in modo significativo sullo sviluppo e sull'efficenza dello studente, contribuendo così alla formazione di quello che è stato definito un buon utilizzatore di strategie.
Un aspetto cruciale affinché uno studente, ma anche un adulto, tragga vantaggio dall'uso di una strategia, sia visuo-spaziale sia verbale, e si senta motivato a usarla, è il livello di esperienza acquisito, che dipende in gran parte dalle occasioni di apprendimento a cui si è stati esposti. Si presuppone, infatti, che uno studente esperto, che conosce e usa diverse strategie adattandole flessibilmente alla tipologia dei contenuti e allo scopo, riesca a gestire in modo autonomo l'uso della strategia e possa vedere risultati tangibili.
Invece uno studente principiante (un allievo di classe terza- quarta primaria) richiede di essere supportato da un esperto che lo accompaghi nella conoscenza, nella sperimentazione delle varie strategie, nel consolidamento e nell'uso autonomo.
Uno studente principiante potrebbe non riconoscere che quella particolare rappresentazione grafica proposta dall'insegnante non solo è funzionale in quel contesto disciplinare ma può essere estesa ad altre materie; inoltre, può non capire che nello studio delle varie discipline sono utili anche strategie diverse (individuare parole chiave o un riassunto per punti). Il docente lo guiderà in queste riflessioni metacognitive.
Con l'ingresso all'ascolta secondaria di primo grado può accadere che lo studente, dovendo affrontare un nuovo contesto, sia meno disponibile a cambiare strategie e si irrigidisca nell'uso di quelle abituali, anche se poco funzionali. L'insegnante lo può aiutare a riflettere su questi aspetti e a cimentarsi nell'uso di strategie più impegnative. Con il tempo, facendo esperienza, insieme a una maggiore maturità cognitiva e metacognitiva, lo studente diventa esperto ed è disponibile a usare nuove strategie. Inizialmente saranno utilizzate in modo guidato e progressivamente in modo autonomo selezionando quelle più efficaci.
Uno studente esperto si chiederà: "Ho individuato le informazioni rilevanti? Quale rappresentazione grafica è utile per rappresentare questo argomento? A quale scopo? È efficace?